Torno a Wes Bennett e Liz Buxbaum come si torna a casa dopo un viaggio in una città straniera.
In quest'ultimo anno ho letto così tanti saggi che quasi non lo so più come si fa a leggere un romanzo d'amore. Lo studio e la scrittura della mia tesi di laurea magistrale hanno occupato ogni angolo del mio pensiero spalmandosi lungo tutto il tempo -libero e non- di questi mesi. È così che è andata da gennaio ad oggi: ho continuato ad acquistare promesse di storie d'amore, di avventura o di magia (che poi a pensarci bene mi sembrano tutte un po' la stessa cosa) fino ad accumulare più di quaranta libri sui miei scaffali, che però non ho mai finito di leggere o -addirittura!- neppure mai aperto.
Me ne vergogno? No.
Posso sempre pensare di aver costruito una libreria perfettamente variegata per quando, in pensione, avrò dei capricci da soddisfare. E oh, credo che se in futuro avessi una figlia, lei amerebbe le mie scelte di lettura: non seguono nessun filo logico! Potrebbe letteralmente entrare nella camera dei suoi genitori e scegliere, come se si trovasse di fronte ad una vera biblioteca.
Tranquilla Alba, non dovrai mai ringraziarmi per questo.
Better than the movies (Meglio che nei film) -da cui Wes e Liz che invocavo in incipit- è stato il primo, vero, romanzo d'amore che io abbia mai letto. Eppure al liceo sono stata una grandissima consumatrice di fanfiction e dark romance grazie a Wattpad. Uno splendido disastro? Letto. After? Ovviamente! Ho DI-VO-RA-TO i racconti di Anna Todd nel momento esatto in cui una directioner italiana abbastanza paziente ha deciso di tradurli, mantenendo i nomi originali di Harry, Louis, Niall, Zayn e Liam cui la storia era ispirata. Che fortuna poter canonicamente dare a un Hardin qualsiasi il viso, lo stile, la voce e i tatuaggi di Harry Styles. E Cinquanta sfumature, ovviamente, non potevo assolutamente perdermelo dopo essere stata iniziata alla letteratura dark-erotico-romantica, così come un qualsiasi altro romanzo riguardante un vicino di casa irritante, dal carattere misterioso e un po' burbero, pronto a conquistare la protagonista con il suo speciale mix di atteggiamenti scostanti, problemi con le figure genitoriali e un mezzo di locomozione impregnato di note muschio e tabacco.
Così cresce una ragazza di sedici anni. Così si creano delle vere aspettative sull'amore.
Non sorprende che la mia prima relazione abbia seguito pedissequamente le stesse regole narrative di uno qualsiasi tra questi romanzi. Inizio in sordina, problemi nel mezzo, finale deludente con tanto di protagonista distrutta emotivamente. Ha avuto anche un sequel, questa mia relazione da manuale, e un'altra volta la trama è stata rispettata a dovere: ritorno del malessere nella vita dell'eroina, promesse e speranze di cambiamento e infine crollo delle illusioni, della relazione e del benessere psico-fisico della protagonista.
Grazie a Dio non ho avuto i fondi per un terzo volume. Quello sì, avrebbe alimentato le mie aspettative irreali e disfunzionali, disegnandomi una mappa fallace del significato, della forma e dell'ingegneria di un amore.
Leggere un romanzo rosa a quel tempo mi pareva un'idea stupida, una perdita di tempo. Chiusa la mia prima relazione cercavo tra gli scaffali quelle storie che mi elaborassero il trauma della fine. In disordine, ho trovato Sally Rooney, Elena Ferrante e infine (e inevitabilmente!) Lacci, di Domenico Starnone. E mentre la mia educazione sentimentale evolveva al ritmo di una storia raccontata dalla voce di Alba Rohrwacher (sì, la figlia che immagino porta il suo nome), incontravo Lorenzo.
Diplomata al corso magistrale di relazioni tossiche, con lui avevo TUTTO da disimparare.
Con lui ho disimparato a immaginarmi per forza da sola e autosufficiente.
Ho disimparato a rispettare i desideri degli altri più che i miei.
A camminare sempre in punta di piedi, a non mostrare tutto quello che usciva fuori dai miei margini.
Ho disimparato a nascondermi, ad essere la persona che tutti avrebbero voluto che io fossi, una versione di me diversa a seconda degli occhi che mi guardavano.
Ho disimparato a desiderare di bastare agli altri, di essere la migliore in qualcosa e poterlo dimostrare.
Ad ogni mese passato con Lorenzo lasciavo indietro uno strato di quella piccola cipollina che ero, nascosta, tunica sotto tunica. E, ad ogni mese passato con Lorenzo, mi ritrovavo ad avere sempre meno strumenti adatti a tracciare la mia personale geografia affettiva. Tutto quello che avevo letto e ponderato, tutto!, mi scivolava via dalle dita, lasciandomi priva di orientamento in quelle onde alte e sconosciute del sentirmi amata in maniera pulita.
Come so che è questo Amore?
Dove si trova, in quale zona del mio corpo lo posso sentire inequivocabilmente?
Funzionerà, e se sì, per quanto tempo potrà durare?
Better than the movies (Meglio che nei film) mi è stato regalato, annotato, da un'amica che non vedevo da tempo. I suoi protagonisti, Wes Bennett e Liz Buxbaum hanno cominciato a rispondere alle mie domande. La loro è una storia d'amore semplice. Lui è innamorato di lei, lei lo detesta. Poi si frequentano. Iniziano a conoscersi meglio e, ancor prima di innamorarsi di Wes, Liz comincia ad apprezzarlo come amico e confidente. Forzata a trascorrerci insieme un po' di tempo per via di un accordo che hanno stretto, Tutto quello che [Liz] sa sull'amore comincia a cambiare: crollano le aspettative irreali che le commedie romantiche avevano costruito in lei e l'idealizzazione di un "Mr.Right", il ragazzo perfetto, giusto per lei, pronto a sorprenderla al momento giusto. Vivendo una relazione vera, fuori dallo spazio ristretto della sua testa, Liz si rende conto che è Wes la persona che vorrebbe avere al proprio fianco. E così ci costruisce una relazione, sana. Priva di alti e bassi, di atteggiamenti scostanti e note muschio e tabacco. Liz e Wes sono i protagonisti di una relazione semplice e nutriente; niente colpi di scena o improvvisi cali di sipario: è questo ciò che rende il romanzo di Lynn Painter così speciale.
Senza la necessità di un intrigo complicato e svolte impreviste, i suoi romanzi riescono a dimostrare che un amore sano può essere bello come lo sembra nei film e anzi, migliore. Libri come questo, come Aristotele e Dante, come Dungeons and drama e Ti auguro ogni bene sono state le mie personalissime mappe per capire come attraversare una strada che stavo imparando appena ad imboccare, un codice nuovo con cui decifrare la lingua attraverso cui Lorenzo mi parlava e che io stentavo, all'inizio, a capire.
E poi, quando la mia relazione è cresciuta insieme a me ed io ho smesso di avere bisogno di linee guida da seguire, questi libri, le loro storie e i rispettivi autori sono diventati un'ispirazione: il seme del racconto un giorno, che vorrei scrivere anch'io e vedere pubblicato.
Dopo tanto studiare, finalmente ritornaro ai miei librettini rosa. Ricomincio da Nothing like the movies, la seconda parte della storia di Wes e Liz, in cui amare significa cantare insieme, per l'ennesima volta, una canzone di Taylor Swift mentre tu guidi accanto a me.
da leggere!!!
RispondiEliminagrazie mille per il commento <3
EliminaGrazie Amoreee <333
RispondiEliminahihihi <3 ti amooo
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