giovedì 20 agosto 2026

Percy Jackson deruba Billie, Roman e Milo delle loro (già poche) dracme

Ho scoperto che fine ha fatto il budget dedicato alla terza stagione de I Maghi di Waverly, ritorno a Waverly Place. E no, non credo sia stato utilizzato per produrre Descendants Wicked Wonderland, anche se devo ammetterlo, il sesto capitolo del franchise si distacca nettamente dal precedente, Rise of Red, per qualità grafica e musicale.

La prima puntata di Percy Jackson e il mare dei mostri basta da sola a spiegare come mai per tre stagioni di seguito Billie, Roman e Milo abbiano dovuto lottare contro esseri dalle dubbie sembianze:


Al contrario dei cugini sfortunati, i protagonisti della seconda stagione di Percy Jackson devono fare i conti con minacce che sullo schermo appaiono ben più realistiche. Il secondo volume della storia scritta da Rick Riordan, infatti, spinge Percy, Annabeth e Grover sulle tracce del Vello d'oro, un leggendario manto di lana dorata i cui poteri curativi aiuterebbero Thalia, l'albero posto a protezione del Campo Mezzosangue. Li aspetta dunque un lungo viaggio che ricalca l'avventura di Odisseo nel mar Mediterraneo. E così, in ordine, il budget che sarebbe potuto essere destinato alla Gara di Famiglia in Wizards Beyond è decimato sempre più in favore dell'apparizione -nel Mare dei Mostri di Riordan- di ciclopi, Lestrigoni, oracoli, Lin-Manuel Miranda e mitiche prove da superare. Da Circe a Scilla, passando per il canto delle Sirene, fino ad arrivare agli ippocampi: il lavoro sulla seconda stagione di Pj, complice la trama presa in prestito dal padre della letteratura occidentale, convince sia dal lato narrativo che da quello visivo (una novità per quanto riguarda i contenuti ya targati Disney!).


Eppure, la prima volta che ho guardato l'episodio 2x01 (Gioco a Dodgeball con i Cannibali) non avevo avuto le stesse impressioni. Rilasciato sulla piattaforma streaming nel dicembre 2025, a breve distanza dalla mia rilettura di Sea of Monsters, mi era sembrato troppo rapido nella gestione dei contenuti, i quali -tra l'altro- mi sembrava venissero smontati e riassemblati in disordine rispetto al romanzo. 
Gaining perspective, dando una seconda possibilità alla serie ora che sono a digiuno di letture, le scelte di riposizionamento, taglio e aggiunta di alcuni eventi mi sembrano nutrire bene l'economia del racconto. Gli otto episodi guadagnano così un ritmo sostenuto seppur con qualche dovuto rallentamento; nel complesso, però, la serie non annoia né semplifica troppo. 
Le aggiunte al cast LE HO A-M-A-T-E! Qualcuno protegga Tyson per sempre, è troppo gentile e genuino. Piccolo ciclope inventore di oggettini utili e inutili, io ti adoro già! Per non parlare di Clarisse: il suo tra tutti è l'arco narrativo che ho apprezzato di più; il secondo, quello di Annabeth.   


Una delle caratteristiche più convincenti di questa seconda stagione, infatti, è il tempo dedicato allo sviluppo di ogni personaggio: Percy, Annabeth, Tyson e Clarisse partono come squadra (una squadra un po' irregolare, certo) per far fronte ad un'impresa comune, ma durante il viaggio che li riporterà infine al Campo Mezzosangue, ognuno avrà da dar conto alla propria storia, alle proprie paure e ai singoli punti deboli. E così mentre intrattiene, la storia di Rick Riordan racconta delle ferite e delle insicurezze di ognuno, trattando in maniera tutt'altro che didascalica tematiche come la paura dell'abbandono, la difficoltà di capire chi siamo e scegliere chi vogliamo diventare, la necessità di essere visti e la volontà di rendere fieri chi ci ha aiutato a crescere, rendendoci ciò che siamo. 
Uno sviluppo notevole rispetto alla prima stagione, che mi fa ben sperare nella terza (in uscita questo 20 novembre) e, magari, in un prossimo rinnovo relativo alla quarta stagione.

In conclusione: credo sia stato Percy a derubare Billie, Roman e Milo delle loro (già poche) dracme. Ma di quella differenza di budget, oh, che cosa è riuscito a farci!
  

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